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La caccia alla volpe simulata Nella stagione invernale, questa valle dolce e tranquilla, si anima. Inizia la stagione della Caccia alla Volpe simulata. Vestiti di tutto punto con le loro giacche rosse, nere o tweed i cavalieri si radunano nella piazzetta del corpo centrale per il tradizionale bicchiere della staffa. La magia della caccia simulata è sottile. Tutto è vero ma allo stesso tempo tutto è finto. L’immaginario si mescola allo straordinario mentre si affrontano ostacoli naturali, guadi al fiume,richiamati dal suono del corno che incita i cavalli alle andature veloci. Tre lunghi suoni prolungati del corno da parte del Master da via alla rincorsa libera. I cavalieri che, prima ordinatamente si sono attenuti alle andature chiamate dal Master, si lanciano alla rincorsa della “Volpe“ per strappargli l’unica cosa vera: una coda appuntata alla spalla di un abile cavaliere che per tutta la durata della caccia si è fatto rincorrere. Così, mentre in Inghilterra si è discusso a lungo sulla necessità di mantenere ancora la caccia alla volpe a cavallo, a La Casella già da anni la Caccia è simulata ............. così, la Volpe è salva ! La Casella convinta animalista e simpatizzante del fulvo animale, ha trasformato la caccia in un gioco, in un cross di campagna che mette alla prova le qualità di ogni buon cavaliere.
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CACATOA LEADBEATER Nome Scientifico: Kakatoe leadbeateri Famiglia: Psittacidae Sottofamiglia: Kakatoeinae Dimensione: Dalla punta del becco alla punta della coda misura circa 40 Cm. si distingue per il ciuffo di penne (cresta erettile) particolarmente bello Diffusione: In natura vive in territori desertici dell'Australia centrale. Comportamento: Vive in stormi, radunandosi di preferenza lungo i corsi d'acqua dove trove gli alimenti di cui si nutre - semi, tuberi, cipolle e bacche. Nidifica in cavità di alberi deponendo al massimo 3 uova.
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BECCOFRUSONE DEL GIAPPONE Nome Scientifico: Bombycilla japonica Famiglia: bombicillidae
Dimensione: misura 20 cm. Diffusione: Nidifica in Siberia e in Manciuria e solamente per svernare si reca in Giappone dal quale prende il nome. Comportamento: Si distingue dal nostro beccofrusone per avere la punta della coda rossa anziché gialla. Vive soprattutto nelle foreste di betulle cibandosi di insetti, bacche e sementi. Cacci anche le zanzare (numerosissime in queste regioni) in volo. costruisce il nido sulle cime degli alberi utilizzando paglia, erba, muschi e licheni e vi depone da 4 a 7 uova covandole per 14 gg. In Cattività: Vive bene ma va tenuto in un amplia voliera con molta vegetazione. sopporta abbastanza bene il freddo. Come alimentazione possiamo dargli: un mangime tenero per insettivori integrato con bigattini di mosche, frutta e verdura.
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IL BECCO DI CORALLO Il becco di corallo è con ogni probabilità la specie della famiglia degli Astrildidi più frequentemente importata. I primi esemplari giunsero in Europa alla metà del 1700. Gli uccelli sono poco esigenti, assai vivaci e molto tolleranti nei confronti di altre specie. Il becco di corallo molto difficilmente si riproduce in gabbia; in voliera è invece possibile ottenerne la riproduzione, purché sia presente una fitta vegetazione e un folto tappeto d’erbe. La parata nuziale del maschio è costituita da una specie di danza eseguita con un po’ di materiale da costruzione nel becco. Il nido è costruito da entrambi i genitori, di solito piuttosto in basso fra i cespugli oppure direttamente sul suolo in mezzo all’erba fitta. L’accoppiamento avviene sui bordi del nido. La femmina depone da 3 a 8 uova; durante il giorno il maschio dà con regolarità il cambio alla compagna nella cova, mentre durante la notte questo compito spetta esclusivamente alla femmina.  I giovani nascono dopo 11 o 12 giorni di incubazione e presentano la pelle di colore giallastro e ricoperta da un fitto piumino bluastro; agli angoli del becco sono presenti delle pupille di colore blu intenso. Dalla schiusa in poi il successo dell’allevamento dipende dall’alimentazione che viene somministrata ai genitori. Questi devono ricevere, oltre al vitto ordinario, tarme della farina, uova di formica e soprattutto una grande quantità di insetti vivi (facendo attenzione che non siano contaminati da pesticidi). I giovani abbandonano il nido verso i 18 - 20 giorni di età. Già a due settimane di vita è possibile iniziare a riconoscere i maschi dal loro cinguettio. L’alimentazione di base di questi uccelli deve essere costituita dalla solita miscela di semi per esotici acquistabile nei negozi specializzati, alla quale vanno aggiunti panico in spighe, semi germinati, spighe di piantaggine immature, frutta e verdura varia. decora la parte superiore del nido con qualche oggetto assai vivacemente colorato, come ad esempio pezzetti di carta.
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ASTRILDE BLUNome scientifico: Uraeginthus angolensis Nome inglese: Cordon - bleu
E' una specie molto simile al cordon blu con il quale condivide le abitudini di vita. Spesso viene importato insieme al cordon blu a causa del fatto che gli areali di diffusione si sovrappongono provocando confusione soprattutto tra le femmine che sono molto simili nelle due specie.
DISTRIBUZIONE
Sào Tomé, Cabinda, Congo, parte meridionale dello Zaire, parte settentrionale dell'Angola e dello Zimbabwe e parte nord occidentale dello Zambia. E' diffuso in maniera minore rispetto al "cugino" Cordon -blu ma come quest'ultimo non è difficile avvistarlo mentre si nutre ai bordi dei villaggi.
DESCRIZIONE
E' un uccello lungo intorno agli 12,5 13 cm. livrea del maschio è molto simile a quella del cordon blu Le guance, la parte superiore del petto e dei fianchi e la coda sono di una bella tonalità di blu, le parti superiori sono brune e il ventre color camoscio. Manca della macchia rossa sulla guancia. La femmina presenta le parti blu sono meno estese e di una tonalità più sbiadita. I giovani assomigliano alle femmine ma presentano il becco completamente scuro.
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